1.1 - Il
Medioevo
Alla fine del Duecento gli ordinamenti comunali delle città
italiane iniziano a subire una costante erosione. Questo accade a causa dei contrasti tra le
opposte fazioni dei Guelfi (a favore del Papato) e dei Ghibellini (a favore di
uno stato governato da un Imperatore) e a causa delle rivalità interne ai singoli
schieramenti. L’ambizioso disegno di Federico II e del
figlio Manfredi fallisce, e anche il tentativo di Arrigo VII di Lussemburgo di
accentrare il potere politico nelle mani di un imperatore non ha successo.
Nonostante i gravi disordini interni e i forti conflitti
sociali, la vita cittadina rivela una notevole vivacità economica e culturale.
La realtà più importante è Firenze, che grazie alle attività tessili diventa
un eccezionale modello di sviluppo mercantile e finanziario.
Alla supremazia economica corrisponde un indiscusso primato letterario e
artistico del modello toscano, grazie alla poesia degli stilnovisti e di Dante
Alighieri (1265-1321) e alle ricerche innovative di artisti come Cimabue e Giotto.