1.5 - Il
Seicento e il Barocco
Il termine “barocco” sembra che derivi dallo
spagnolo barrueco e dal portoghese barocco, che indicano una perla
irregolare e non perfettamente sferica, oppure da
baroco, che indicava un ragionamento confuso e impuro nella filosofia scolastica
medievale, cioè un ragionamento confuso e impuro. La parola esprime dunque un giudizio
negativo, che si è attenuato solo verso la fine del Novecento; oggi infatti il
Seicento è ampiamente rivalutato nel suo valore, nelle sue luci e nelle sue
ombre. Il Barocco si afferma a Roma nei primi decenni
del Seicento e si sviluppa poi nelle maggiori città d’Europa. Le poetiche
barocche riprendono, rivalutano e sviluppano la concezione classica dell’arte
come imitazione: l’arte è una rappresentazione il cui scopo è
impressionare, commuovere, persuadere. Essa è il prodotto dell’immaginazione,
e il suo fine è insegnare a esercitare l’immaginazione.
Tuttavia
il Seicento è anche un’epoca in cui, dopo i fasti del Rinascimento,
comincia ad affermarsi in Italia e in Europa il fascino per la scienza, e le
teorie scientifiche prendono il sopravvento rispetto alla tradizione artistica.
In questo senso è fondamentale il contributo di Galileo Galilei (1564-1642),
che rivoluzionerà il modo di concepire il mondo fisico. Le teorie di Galileo
saranno talmente significative che metteranno in ombra le opere dei letterati
italiani dell’epoca. Rimarranno celebri anche le opere di Michelangelo Merisi
da Caravaggio (1571-1610), che segnerà questo periodo con le sue immagini
drammatiche e il dinamismo del chiaroscuro.