Scheda 11 - Il teatro
È un genere letterario dalle caratteristiche molto particolari. Mentre nel testo narrativo è il discorso dello scrittore che racconta l’azione, nel teatro gli attori mettono in scena l’azione, cioè fingono i gesti e pronunciano le battute attribuite ai personaggi (vedi mimesi / diegesi). Nel teatro perciò il codice verbale fa sistema con altri segni: i gesti, le espressioni del viso, la posizione reciproca degli attori, i costumi, l’arredo, i fondali, lo spazio fisico del palcoscenico, le luci ecc. Inoltre, il testo teatrale vive davvero solo nel momento della sua rappresentazione e comporta sempre un rapporto diretto con il pubblico che partecipa all’evento dello spettacolo; non a caso la parola teatro deriva dal greco théatron, nome corrispondente al verbo theàomai ‘guardo, sono spettatore’. Le origini del teatro risalgono infatti all’antica Grecia. Lo spettacolo teatrale come lo concepiamo oggi nasce però solo alcuni secoli fa, fra Cinque e Seicento. Dal punto di vista linguistico, sin dal Rinascimento si sono venuti delineando nella tradizione teatrale italiana due grandi filoni, non privi tra l’altro di punti di contatto: uno che potremmo definire "realistico" o "mimetico"; l’altro che potremmo definire "espressionistico" (vedi espressionismo), in quanto punta sulla mescolanza e la parodia di lingue, dialetti, gerghi ecc. A questo filone appartiene sicuramente la commedia dell’arte, un tipo di teatro comico sviluppatosi tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, ma che ebbe vita assai lunga (vedi 6.6). Appartengono al primo filone invece gli autori che hanno cercato soprattutto la riproduzione della lingua spontanea, dell’uso colloquiale, come Carlo Goldoni (vedi la scheda 10), la cui opera è legata alla formazione di un nuovo pubblico borghese, che svincola lo spettacolo teatrale dalle occasioni offerte dalla vita di corte e dalle riunioni mondane, permettendo allo scrittore di vivere dei suoi guadagni. La "riforma" goldoniana, inconcepibile al di fuori della società veneziana dove quel pubblico era molto numeroso e partecipe, nasce pure sulla spinta del pensiero illuminista e dell’opera di autori europei, come Diderot in Francia e Lessing in Germania. Essa introduce cioè in Italia un tipo di teatro che si ispirava alla società contemporanea, ai fatti della cronaca quotidiana, alle esperienze della gente comune, proponendosi fini educativi e di denuncia: il cosiddetto dramma borghese. Questo genere avrà in tutta Europa un grande sviluppo nel secolo successivo, approfondendo le problematiche morali ed esistenziali dell’uomo moderno. Sulle caratteristiche del testo drammatico e sulla storia dell’italiano teatrale, vedi l’efficace sintesi di Pietro Trifone all’indirizzo www.comunitaitaliana.com.br/mosaico/mosaico13/trifone.htm.