Scheda 12 - Il romanzo
Se il racconto breve, nelle sue forme moderne, nasce in Italia con il Decameron, il romanzo, che deriva da quel genere più antico, tarda ad affermarsi da noi rispetto ad altri paesi europei, dove un diverso contesto sociale e culturale ne favorisce prima la nascita e lo sviluppo, tra Seicento e Settecento. Sul piano strutturale il romanzo può essere considerato un racconto lungo, formato da episodi e sottounità narrative minori, che mettono in luce numerosi personaggi e le vicende a cui essi prendono parte. Oggi il romanzo è il genere narrativo più praticato e più letto, ma le sue origini sono molto antiche. Il nome stesso rimanda al carattere popolare del romanzo: il termine infatti è lo stesso con cui si indicano le parlate popolari ("volgari romanzi") derivate nel Medioevo dal latino.
Già il romanzo ellenistico, diffusosi nel mondo di cultura greca a partire dal II secolo a.C., presenta temi popolari, come l’amore e l’intrattenimento. Nel Medioevo, poi, prevale l’avventura, inserita in cicli narrativi, come quelli delle chansons de geste (vedi la scheda 7). Il romanzo come lo concepiamo oggi, però, è una narrazione in prosa ed è legato alla formazione di una nuova classe sociale, la borghesia, e al grande allargamento, con gli sviluppi della stampa, del pubblico dei lettori. La civiltà moderna, fondata sul commercio, sull’industria, sulla libera iniziativa favorisce l’affermazione di una mentalità laica e aperta; il nuovo tipo di lettori, i cui gusti vengono assecondati dall’autore per incrementare le vendite, richiede un linguaggio semplice, vicende verosimili e soprattutto personaggi comuni, nei quali riconoscersi e identificarsi, come per esempio i protagonisti dei romanzi dell’inglese Daniel Defoe (1660-1731).
Successivamente il romanzo comincia a specializzarsi in sottogeneri, ancora oggi vitali, che si distinguono in base al tema centrale e alla tecnica narrativa utilizzata. Il romanzo storico, che grazie ai libri di Walter Scott ebbe grande fortuna in Europa tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento, intreccia le vicende più o meno inventate dei personaggi a fatti storici celebri e reali (vedi I promessi sposi nella scheda 13). Il romanzo epistolare, la cui tradizione in Italia fu inaugurata da Le ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo (1778-1827), affida il racconto della storia umana e sentimentale del protagonista alla forma della lettera e al colloquio diretto con altri personaggi. Il romanzo nero è imperniato su storie di sapore macabro e misterioso. Il più recente romanzo giallo o poliziesco, invece, presenta, come elementi imprescindibili della trama, la messa in scena di uno o più delitti e la ricerca dell’assassino. Si caratterizza infine, almeno in origine, come narrazione a puntate (sulle pagine di giornali a larga diffusione) il romanzo d’appendice, che presenta vicende popolari, capaci di emozionare il pubblico e di suscitare l’attesa della continuazione. Ai giorni nostri questi e altri sottogeneri sono sfruttati (e spesso anche contaminati) nelle versioni cinematografiche e televisive dei testi narrativi, che rendono il consumo del romanzo un fenomeno di massa dagli importanti risvolti commerciali.